“Giuliano e Lorenzo” secondo Monteleone

Bel commento su fb al mio romanzo firmato Egidio Monteleon

“GIULIANO E LORENZO
LA PRIMAVERA DEI MEDICI”
La primavera dei Medici di Adriana Assini è un romanzo storico elegante, colto, capace di raccontare la Firenze del Rinascimento senza ridurla alla semplice celebrazione dei Medici.
Ho guardato il Magnifico con occhi diversi, da come lo si legge cattedraticamente sui libri di testo. Attraverso personaggi reali e figure d’invenzione, come sempre l’autrice intreccia storia, arte (il Botticelli rivive, riferito quasi sotto la veste del pettegolezzo), politica e passioni, dando particolare rilievo alla tragica vicenda di Giuliano e Simonetta e alla Congiura dei Pazzi.
L’autrice arricchisce la tessitura narrativa facendo riferimento agli autori classici come Platone, Aristotele, Cicerone o contemporanei ai personaggi, quali Poliziano e Marsilio Ficino, per rendere il Rinascimento più vivo che mai.
Adoro, come l’Assini si serve in tutti i romanzi, a volte di più a volte di meno, dei detti e dei proverbi, raccolti da fonti storiche attendibili o creati dalla sua mente poliedrica:”Non si cancella l’orrore con qualche secchiata di acqua lustrale. Le pietre non giudicano, ma trattengono la memoria dei fatti di cui sono state spettatrici”.
Sintetizza perfettamente, questo, il rapporto fra storia (la congiura dei Pazzi), memoria (i ricordi dei personaggi che narrano le vicende), e tempo (che trascorre e non cancella le tracce né sulle pietre né nei cuori degli innamorati).
L’autrice restituisce un Rinascimento che si sente, fatto di splendore ma anche di ambizione, intrighi, amore e violenza. Una lettura piacevole, con una lingua ricercata che aiuta a calarsi nel tempo e nei fatti del Quattrocento con la maestria che la distingue.
Lorenzo e Giuliano, l’uno più politico e ambizioso, l’altro più giovane, luminoso, amante delle feste e delle donne. L’Assini li definisce simbolicamente: Giuliano è il sole, Lorenzo è il cielo, il mare e la terra.
Chi ama la storia ed è incuriosito dallo scorgerla da altre angolazioni, non può perdere questo romanzo, anche perché un po’ tutti ci siamo chiesti: “Che resta, dunque, di quella domenica d’Aprile?”